3° Classificato Sezione Narrativa


 
  UN’AVVENTURA SENZA PARI
 
Era un bosco di querce, un ambiente magico dai variegati colori: rosso, giallo, arancio, marrone. Le foglie come piume cadevano senza più vita. Il ruscello ne era pieno e le trasportava dalla sorgente alla valle formando mucchi di colori variegati. Ogni tanto qua e là si scorgevano funghetti ai piedi delle possenti querce dal tronco rugoso. Cespugli di rovi, bacche, ogni cosa faceva trasparire l’anima dell’autunno in quel bosco incantato.
<La sai l’ultima?> chiese Emma, la talpa, a Linus, il riccio. <Quella furbona di Frida, la volpe, mi ha di nuovo gabbato con i suoi giochetti e mi ha soffiato tre chicchi di grano.>
<Quando esco dalla mia tana, vengo sempre adocchiato da Joe, il gufo, che con lo sguardo mi tormenta> piagnucolò Linus.
In un altro angolo del bosco c’erano Frida e Joe.
<Non sopporto più quel riccio. Mi punge sempre quando esco dalla mia tana> brontolò Frida.
<Quella maleducata della talpa, quando mi vede volare, scappa sotto terra e non saluta> protestò indignato Joe.
Insomma in quel bosco tutti litigavano.
Ogni giorno per loro era consuetudine svegliarsi, lavorare per fare provviste per l’inverno e alla sera spettegolare tra di loro.
Dopo mesi di fatica, ormai si era accumulata una bella quantità di viveri.
Il giorno seguente, dopo aver lavorato, i quattro amici incontrarono delle difficoltà: vennero a trovarli tana per tana i bulletti della situazione cioè Luk, l’orso, e Stink, il lupo.
<Dammi il tuo cibo, bamboccio> gridò Stink.
<Sì … bamboccio!> ripeté Luk.
Le povere vittime, paralizzate dalla paura, consegnavano tutto ciò che possedevano  e la storia si ripeté per ogni animale del bosco.
Al momento dei rituali pettegolezzi, non si parlò che di Luk e Stink.
In quell’occasione i quattro “amici per la pelle” si trovarono insieme ed insieme dissero:
<Quei maledetti ladri bulli!>
Allora tutti compresero che erano  passati da ogni tana.
<Perché non ci uniamo? Così avremo più possibilità di batterli!> propose Frida.
<No! Io con quella cieca maleducata non ci vado> dichiarò Joe.
<Tantomeno io con quella volpe gabbamondo> comunicò Emma.
<Perché… io? … Non andrò mai con quel gufo killer> protestò Linus.
<Neppure io voglio stare con te, Linus, che mi pungi puntualmente ogni mattina, però … non mi sto lamentando …> intervenne Frida.
<Bene …> disse Linus.
<Bene!> si accigliò Joe.
<… Bene …> bisbigliò Emma.
<Bene!!!> concluse Frida.
Così, litigando, ognuno andò per la propria strada.
L’indomani i due prepotenti diedero di nuovo la caccia ai poveri animali.
<Che tragedia! Hanno rubato tutta la mia scorta di cibo. Sono a secco per l’inverno> protestò Linus.
<Lo hanno fatto a tutti, vero?> chiese Joe.
Tutti annuirono.
<Forse dovremmo unirci e diventare amici come ha proposto ieri Frida …> disse Emma piano piano.
Si guardarono in faccia e il verdetto fu un SI’comune.
Passarono la notte ad escogitare un piano efficace contro quei terribili bulli e alla fine ci riuscirono.
Di solito la prima tana ad essere messa a soqquadro era quella di Linus.
Ermezia faceva da vedetta, Frida con la sua furbizia da esca, Linus da ostacolo ed Emma da ideatrice di trappole.
Tutto iniziò quando Joe gridò dall’alto :
<Sono qui!>
Frida si precipitò da loro e iniziò ad offenderli:
<Siete bruttissimi, sciocchi e grassi. Pensa te, Luk, che mangi dai tre ai sei di miele. E per tre e sei… intendo chili!>
Questo fece scattare un senso di rabbia in entrambi, che si lanciarono all’inseguimento.
Correndo  si punsero con gli aculei di Linus ed inciamparono. Il terreno non resse sotto il loro peso e caddero in una buca preparata da Emma per l’occasione.
<Alla seconda meta!> gridò Joe.
La seconda meta era la tana di Frida.
I ruoli  erano gli stessi, ma la trappola diversa: quando Joe urlò  il segnale, Frida si fece rivedere e i due bulli si precipitarono all’inseguimento ancora più rabbiosi.
Arrivati da Frida, caddero nuovamente nel terreno che però era troppo stretto, tanto stretto da non riuscire a muoversi. Dall’alto piombò un tronco con in cima Linus che li punse in piena faccia.
<Terza tappa!> intervenne Frida <La tana di Emma!>.
Nuovo piano: Joe diede il segnale, Frida li attirò. Stavolta stettero attenti al terreno e non a Joe, che faceva cadere, addosso a loro, piogge di rocce.
<Quarta! Casa mia!> urlò a squarciagola Joe.
Questa volta il piano fu come per la prima tappa: Joe addetto agli avvistamenti, Frida esca, Linus ostacolo ed Emma scavatrice di buche.
C’era una differenza però: nella buca Emma deviò il corso del ruscello e i nostri nemici si ritrovarono fradici ed impauriti.
<Imparata la lezione?> chiesero all’unisono.
<Sì … sì pietà!> balbettò Stink. 
<Pietà …> ripeté Luk.
<Non vi tormenteremo più, ma levateci da questa poltiglia melmosa!!> urlò a perdifiato Stink.
<Saremo amici?> chiese Emma.
<Per la pelliccia!> concluse Luk.
I due non fecero più i bulletti, ridiedero il cibo e tutti ripresero in serenità la loro vita nel bosco. 

  

AUTORE  CLASSE II A ALUNNO ENRICO GABRIELE ACQUAFREDDA
CLASSIFICATO 3° PREMIO
MOTIVAZIONE
Un’avventura senza pari costituisce l’argomento del racconto presentato dalla Scuola Secondaria di Bitonto. Quattro animali del parco, una talpa, un riccio, una volpe e un gufo - tutti antropomorfizzati, con nomi di persone - raccontano una storia di bullismo che li vede vittime dell’arroganza e della prepotenza dei due bulletti di turno, un orso e un lupo. Questi si fanno consegnare le provviste che essi hanno accumulato per l’inverno, e li tormentano. Ma loro, divenuti quattro “amici per la pelle” uniscono le forze ed escogitano un piano per incastrare i bulli. Ci riescono. Convincono l’orso e il lupo a ridare indietro il loro cibo e riprendono insieme a loro la vita serena che conducevano agli inizi. Il bullismo, fenomeno purtroppo presente nelle nostre scuole, viene qui sconfitto attraverso l’amicizia che nasce tra i protagonisti.
SEZIONE NARRATIVA
EDIZIONE IX- 2011/2012
SCUOLA  S.M.S. BITONTO (BA)
ORIGINALE