3° Classificato Sezione Narrativa PDF Stampa E-mail

MARE   


Dal lucernaio entrarono fasci di luce che fecero brillare i mulinelli di polvere che aleggiavano nella soffitta. Per gioco uno di loro si posò sul vecchio specchio  della nonna... Il riflesso mi colpì sugli occhi e di colpo mi svegliai. Era successo  di nuovo. Era l'ultima settimana che passavo lì a casa dei nonni e nell'ultimo  periodo mi capitava sempre più spesso. In piena estate, con il mare proprio davanti casa, continuavo ad addormentarmi nella vecchia soffitta, mentre leggevo.
Quel pomeriggio però, il sole che invadeva la stanza era diverso, sembrava chiamarmi,  sembrava volere qualcosa da me. Evidente era il fatto di leggere troppi  libri...
La mia fantasia vagava senza limiti, portandomi in luoghi inesistenti , magici e meravigliosi,  anche mentre dormivo. Capitava che mi svegliassi e mi sentissi più stanca di prima.  Probabilmente però era solo il fatto di dormire ore su assi cigolanti e non poi così comode.  Dopo tutto, il pavimento di una soffitta non è stato creato per dormirci sopra...
Scesi di corsa le scale, che gemettero sotto il mio peso e raggiunsi la cucina dove mia nonna soggiornava costantemente, intenta a cucinare, sempre. La salutai e continuai il mio percorso, che mi portò in cortile dove mio nonno stava... Non so precisamente cosa  significhi stare appoggiati  ad una staccionata con gli occhi chiusi e con un lieve sorriso sulle labbra...<> domandai...
Fu una risposta strana quella che ricevetti :<>. Era davvero un hobby curioso quello del nonno, ma in fondo chi non pensa? E' giusto fermarsi per un attimo  a pensare e riflettere... Finalmente cominciavo a vedere. Accecata dalla forte luce e con gli occhi ancora assonnati non mi ero resa conto di che bella giornata avesse interrotto  il mio "sonno"... L'erba mi sembrava più verde dei giorni prima e il grande giardino, che inghiottiva il casolare, era totalmente fiorito. Mi sembrava tutto così irreale. Mi strofinai gli occhi con il palmo della mano. No, era vero! Avvertii i nonni che  sarei andata a gironzolare per le collinette che riposavano lì attorno e che di tanto  in tanto si tuffano in mare... Dopo aver ricevuto da mia nonna un intero buffet di cose  da mangiare, mi incamminai. Non avevo una meta precisa... Vagai per circa un'oretta, 
sempre tenendo la casa come punto di riferimento. L'erba mi pizzicava le gambe, provocando  una forte sensazione di solletico. Saltellavo di qua e di là, come avrebbe fatto un coniglio oppure mia sorella di cinque anni imitando un coniglio... Così mi sentii un po' infantile,  ma anche libera. Da sola lì, compresi a pieno il "lavoro" del nonno...pensare. Ero solo io,  i miei pensieri e qualcosa di nuovo per me. Avevo sempre adorato immergermi  nella natura,  ma quella volta era diverso. Non era più la mia fantasia a portarmi in luoghi magici, ma le  mie gambe e questi "mondi" che vedevo non erano irreali... Li potevo vedere,  sentire e ascoltare. Nei sogni mi apparivano immagini sfocate, poco chiare, mentre ora...chi poteva impedirmi di vedere? Era facile sentirmi me stessa... Spesso diventiamo come gli altri ci vorrebbero e a volte non ci riconosciamo neppure. Io lì mi sentivo come a casa. Il cielo turchino macchiato a tratti di bianco, si rispecchiava nei flutti. Le onde, spinte le une dalle altre continuavano ininterrottamente la loro corsa verso la scogliera. Si infrangevano contro gli scogli provocando strane risatine quando l'acqua  si ritirava fra i massi per poi tornare a bagnarli nuovamente. Una schiuma bianca di bolle affiora sulla superficie liquida... I gabbiani galleggiavano pigramente, cullati dal lento dondolio  e dal brontolio dei flutti. Passai ore ed ore in giro, sempre sorvegliata dell'occhio vigile del casolare. Ero nata tra quel "misto" di mare e colline, ma mai avevo appreso così, la bellezza del mondo.  Riflettendo, mi sono accorta che molte persone non comprendono questa meraviglia. Troppo  indaffarati, occupati, non rallentano mai. Se tutti riuscissero a comprendere l'importanza di questi luoghi, capirebbero meglio se stessi e si riuscirebbe a preservare questi paradisi...
Basterebbe poco, però ci vorrebbe la collaborazione e la volontà di tutti. Con alcune nuove regole per esempio si potrebbero eliminare molti problemi. Costruendo più giardini e non soffocando la natura per costruire orribili palazzi grigi. Dopo tutto senza ossigeno non possiamo vivere e chi produce l'ossigeno? Spesso crediamo che tutti gli "allarmi" per esempio sulla natura, sull'inquinamento siano cose che accadono  sempre lontano da noi, ma non è così... Non dobbiamo mai dimenticare che abitiamo  in un mondo fantastico, ma se lo distruggiamo che faremo? Dove andremo a vivere? 
 
  

  

AUTORE GUIDUCCI ELISA CLASSE III C
CLASSIFICATO 3° PREMIO
MOTIVAZIONE
 La natura, con il suo mare, la scogliera, i gabbiani, è qualcosa di vivo, di animato, che sente, che parla. Quando le onde si infrangono contro gli scogli provocano strane risate mentre l’acqua si ritira fra i massi per poi tornare a bagnarli nuovamente. Se noi ci fermassimo un attimo ad ascoltare la voce della natura potremmo imparare a dialogare con essa; potremmo forse anche capire un po’ più di noi stessi. Da qui il volontaristico messaggio di questo elaborato: preserviamo la bellezza della natura perché in questo modo possiamo preservare anche quanto di più bello e prezioso c’è in ognuno di noi.
SEZIONE NARRATIVA
EDIZIONE VIII - 2010/2011
SCUOLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO "VIA PASCOLI" CESENA
ORIGINALE  
 
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