2° Classificato Sezione Narrativa PDF Stampa E-mail

RICORDI DI UN VIAGGIO FANTASTICO

 
La  scorsa estate sono stata in vacanza ad Ischia con la mia famiglia .
Per raggiungere l’ isola abbiamo fatto un bel  viaggio con l’ aliscafo e così ho avuto modo di osservare meglio il panorama e di fantasticare un po’ …
I numerosi paesini che punteggiano la costa mi sembravano delle “perle” che grandi ostriche hanno lasciato andare via dal loro guscio e, spinte dalle onde, si sono incastonate nelle rocce per dar vita a veri e propri “gioielli” della natura . Le coste frastagliate mi apparivano come lunghe dita che si lasciano massaggiare con oli profumati mentre il paesaggio colorato delle case di Procida mi è sembrato un forziere di gemme  preziose : insomma per qualche ora ho avuto l’ impressione di essere un pirata alla ricerca di chissà quale tesoro!
Giunti sull’ isola, abbiamo poi proseguito il viaggio per raggiungere S. Angelo , un paesino lontano dal caos cittadino : qui si cammina solo a piedi e si gode di un panorama stupendo!
Dalla terrazza della mia camera potevo scorgere i tetti delle case, le tortuose e ripide stradine, il viavai dei turisti, uno scorcio della piazza ma soprattutto potevo osservare il Promontorio, una piccola altura in mezzo al mare legata alla terraferma da una lunga striscia di sabbia .Gli abitanti del posto sono sempre vissuti all’ ombra di questo “colosso” e anch’ io, a dire la verità , mi sentivo protetta dalla sua presenza: è una vera e propria barriera tra l’ isola e il mare aperto. Di giorno il Promontorio splendeva di  un verde brillante sotto i raggi dorati del sole mentre, di notte, si vestiva di un setoso abito blu tempestato di luci provenienti dal paese ma, ad una certa ora, assumeva un aspetto ai miei occhi, o forse è meglio dire alle mie orecchie, molto particolare!
Il  silenzio del paese e lo sciabordio delle onde davano un’ atmosfera magica a quella “montagna” tale da farla parlare .
E  proprio una notte io ho sentito la sua voce che dialogava con quella del mare : si raccontavano ciò che avevano vissuto  durante il giorno e sorvegliavano le vicende notturne . E così , ogni notte ,me ne stavo in silenzio in terrazza ad ascoltare quei segreti discorsi . La Montagna accoglieva gioiosamente l’ amico Mare dicendogli :”Buonasera e bentornato! Cos’hai  da raccontarmi oggi?”
E il Mare le rispondeva :”Bello signora ,anche oggi sono stato tormentato da navi e motoscafi, barche e pedalò … ma è sempre un piacere incontrarti!”                                         La Montagna arrossiva a questo complimento e, ogni sera, chiedeva al suo amico di raccontarle qualcosa della sua vita. Il Mare allora narrava :
“Sono nato milioni di anni fa e ho dato vita ai primi animali. Ero puro e cristallino anche se oggi non è più così in molti posti dove ancora vivo. La mia storia è   costellata di scambi commerciali e comunicazioni, di battaglie e guerre… Io ho avvicinato diversi popoli, a me si sono ispirati poeti, scrittori e operatori cinematografici e nel mio profondo nascondo grandi segreti.”
La Montagna restava immobile all’ ascolto di quelle confidenze e, un po’ alla volta , cominciò a raccontare anche la sua storia .
“Io sono emersa dalle tue acque –diceva – e nascondo ancora qualche tuo ricordo . A te devo la bellezza del mio abito trapuntato da piccole conchiglie e il candore dei “sandali” che indosso! Anche la mia storia è ricca di battaglie  e di scambi commerciali ma credo che i popoli  da me siano stati divisi ed ostacolati …”
E così, ogni sera, i dialoghi si arricchivano di storie avventurose, di personaggi reali e fantastici, di animali, di piante meravigliose che tanto avevano dato alla regina Montagna e all’ imperatore Mare.Una sera, però, il loro dialogo divenne un po’ più reale.
“Salve caro amico - disse la Montagna – stasera ti vedo triste …
Ed egli rispose :
“Ho sempre amato gli uomini e credevo che anche loro amassero me … ma oggi posso dire che non è così !   Le mie   profondità sono ricche di tesori perduti e di navi affondate con i loro carichi ma le mie acque hanno perso il blu di un tempo, sono inquinate dagli scarichi delle imbarcazioni, dal petrolio rilasciato dalle navi che affondano, dalle scorie radioattive che fuoriescono dai bidoni abbandonati alla deriva … Mi accorgo che sto morendo e  se  gli uomini non mi cureranno per me e per loro non ci sarà futuro!”
Intristitasi, la Montagna gli rispose : “Non ti preoccupare , questa è la mia stessa sorte ! I miei pendii sono violentati dagli avanzi dei pic-nic, dalla spazzatura abbandonata, dagli incendi appiccati per gioco… I nostri destini si somigliano molto e anch’io credo che per me non ci saranno tempi migliori…”
Solo allora capii quanto male facciamo e, dal buio della terrazza, urlai un “No!!” talmente forte che riecheggiò sul paese .
La Montagna e il Mare si guardarono e poi guardarono me, piccola ed indifesa, e mi chiesero perché ero lì nascosta.
Allora io raccontai di aver assistito a tutte le loro conversazioni e che tanto avevo imparato da quelle confidenze: la storia dell’ umanità mi era più chiara, la biologia marina mi aveva affascinato ma era il futuro che mi rattristava.
“Cara Montagna e amato Mare, non vi arrendete alle cattiverie degli uomini, lottate per sopravvivere ed insegnateci ad amarvi… Tu, Montagna, continua a far nascere piante che rinnovino il tuo abito verde e rigoglioso, non lasciarti consumare dalle fiamme e non permettere agli animali di abbandonarti! E tu, Mare, non lasciarti soffocare dal petrolio, continua a muoverti e, onda dopo onda, lascia sulle spiagge a noi tanto care i rifiuti che noi ti “regaliamo”… Io vi prometto che vi amerò  tanto da ripulirvi da tali brutture e con me lo faranno tutti i ragazzi della mia età. Noi vogliamo rivedere il blu intenso di un tempo, le acque cristalline dove poter nuotare insieme ai pesci, le fronde rigogliose degli alberi che ombreggiano le aree pic-nic, i funghi, gli asparagi e tutte le erbe spontanee che amiamo raccogliere… Perciò vi chiedo, a nome di tutti i ragazzi, continuate a vivere perché noi viviamo per voi, nell’ attesa delle vacanze al mare o in montagna, di un pic-nic o di una passeggiata a piedi nudi sulla battigia !”
Entrambi, Mare e Montagna, mi promisero che avrebbero fatto del loro meglio e … intanto il mio soggiorno sull’ isola era al termine.
Sono ripartita il giorno dopo con il cuore pieno di speranza ed entusiasmo :
avevo intenzione di ripulire quelle meravigliose creature da tutti i mali e, allo stesso tempo, speravo che “ loro” mi venissero incontro…
Durante il viaggio di ritorno ho riosservato le case colorate di Procida e non mi sembravano più così “ preziose” come all’ andata, i paesi costieri non erano più “ perle” e le coste sembravano tendere la mano al Mare per chiedergli aiuto.
Tornata a casa mi sono messa all’ opera: ho parlato con la mia famiglia, i miei amici, i vicini di casa e ho suggerito loro che bisognava cambiare abitudine e cominciare ad avere rispetto per la natura.
Ora quando mi ritrovo nelle vicinanze del Mare lo chiamo rinnovandogli la mia promessa e Lui mi risponde felice sapendo che il “ popolo dei giovani” lo ama così tanto.
Intanto, in lontananza, la Montagna dorme ricoperta da un manto di neve in attesa della primavera che la vestirà di erbe nuove e fiori profumati…

E la storia continua…      

 

 

 

 
 
AUTORE  CARLA LONGO
CLASSIFICATO 2° PREMIO
MOTIVAZIONE  L'elaborato racconta il viaggio fantastico di una bambina in vacanza che si trova ad assistere, non vista, alle conversazioni ogni sera tra la Regina Montagna e l'Imperatore Mare. I due si scambiano confidenze, lamentandosi di come le cattiverie degli uomini stiano distruggendo la loro antica bellezza: il blu intenso e cristallino delle acque, l'abito verde e rigoglioso della montagna stanno diventando sempre più un lontano ricordo. La bambina si inserisce in questa conversazione per infondere forza e fiducia nel mare e nella montagna. Loro non si devono arrendere perchè lei si impegnerà affinchè sempre più persone possano amare e rispettare la natura! Da qui un chiaro messaggio di speranza nel futuro e, soprattutto, nell'azione positiva di quello che - nell'elaborato - viene definito il "popolo dei giovani".
SEZIONE NARRATIVA
EDIZIONE VIII - 2010/2011
SCUOLA  SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO "GAURICO" BELLIZZI (SA)
ORIGINALE  
 
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