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Le parole possono cambiare il mondo

 


Quel giorno mi sono ritrovato in un luogo che non avevo mai visto prima ma mi è successo, stranamente, di guardarlo con occhi nuovi, e in quel momento il mio cuore e la mia mente hanno vibrato all’unisono.
Il profilo dei monti sembrava un ricamo perfetto all’orizzonte, mentre la valle che stava ai loro piedi era ricoperta di un’erba color verde acceso che luccicava per via della rugiada che cadeva dolcemente dalle viole nascoste tra i cespugli .
Il cielo, uno spazio misterioso e incommensurabile dal colore azzurro, era così limpido e terso che avvolgeva la terra in un abbraccio d’amore protettivo, e sembrava come un lenzuolo di seta leggera e impalpabile.
 In alto si intravedevano ciuffi di nuvole che sembravano batuffoli di cotone d’un bianco che sfumava nel grigio.
E poi sul fondo mi è apparso il mare, vicino e lontano allo stesso tempo, e sapevo che era ricco di molte specie di animali e che nei suoi abissi c’erano nascosti antichi tesori d’inestimabile valore.
Quello era il posto più bello che avessi mai visto e l’osservazione di quel luogo così tranquillo e silenzioso, ma brulicante di vita celata ai miei occhi, ha mosso la mia fantasia che mi ha trasportato “in volo” in uno strano mondo abitato da folletti che giocavano in mezzo alle onde del mare, quel mare che adesso vedevo “in diretta” e che pareva avere lo stesso colore verde delle foglie degli alberi e riflettere l’azzurro del cielo che vi si specchiava sopra.
 Queste creature erano tre, piccole di statura, il loro naso era davvero buffo e occupava metà del loro volto angelico, le loro labbra erano sottili e rosse come delle ciliegie mature, i loro occhi erano azzurri e profondi.
 Indossavano dei cappellini verdi a pois, dei pantaloncini a vita bassa e delle scarpette di cuoio molto colorate. Loro, ad un certo punto, come se mi avessero atteso da sempre, mi si sono avvicinati e mi hanno invitato a  partecipare ai loro giochi.
 E così abbiamo iniziato a giocare spruzzandoci l’acqua a vicenda e ci siamo divertiti un mondo. Io adoro il mare: mi sento affascinato quando ascolto il fragore delle onde e quando mi tuffo nell’acqua salata dove mi abbandono diventando parte dell’acqua stessa e da cui non vorrei mai venir fuori.
Per questo ho accettato di giocare con loro e di assaporare ancora il piacere di bagnarmi nelle acque del mare per sentirne il sapore e l’odore che non riesco a dimenticare.
 In quell’acqua trasparente e senza fine, avvolgente ma pericolosa, conosciuta ma misteriosa, io sono stato bene in compagnia dei folletti.
 Infine abbiamo raggiunto la verde pianura ai piedi dei monti e abbiamo giocato a rotolarci sull’erba. La rugiada, appena veniva calpestata dai nostri piedi scalzi, si sollevava da terra e a contatto con la luce del sole diventava color oro. Uno spettacolo che mi lasciava senza respiro.
 Eravamo sfiniti, e così siamo andati a riposarci sotto l’ombra d’un pino e ci siamo addormentati uno accanto all’altro, ormai diventati da sconosciuti amici per la pelle. Il sonno ristoratore ci ha lasciato quando il tramonto aveva fatto diventare il cielo di un colore rossastro, mentre le prime ombre della sera si accingevano a calare su quel luogo solitario e selvaggio.
Siamo rimasti in silenzio a guardare quello spettacolo incredibile e poi, finalmente, ho trovato il coraggio di chiedere quello che avrei voluto sapere fin dal primo momento del nostro incontro.
-         Ma cosa ci fate voi in un posto così sperduto? Non avete una casa, dei genitori che vi aspettano? Non avete paura di star qui?
-         Potremmo fare la stessa domanda anche a te - rispose il più minuto dei tre- Ma sappiamo che tu ci vedi in sogno e che presto ti sveglierai. Per questo vogliamo dirti , prima che il sogno finisca, che noi siamo i guardiani di questo luogo incontaminato e che siamo qui perché vogliamo proteggerlo.
-         Proteggerlo da chi?- chiesi incuriosito.
-         Dagli uomini- aggiunse un altro folletto, quello che aveva il sorriso più bello che avessi mai visto. Ma ora non sorrideva più.
-         Perché? Che motivo avrebbero gli uomini per rovinare un posto così incantevole? – ribattei poco convinto.
-         Gli uomini hanno fatto di peggio alla natura. Lei è  la nostra mamma e non fa altro che piangere in questi ultimi tempi. E noi non vogliamo più vederla star male,  non vogliamo che in quei pochi  posti del mondo, dove ancora rimangono ancora le primitive tracce della sua bellezza, tutto finisca o venga cancellato - intervenne il terzo folletto, quello che pareva il più saggio dei tre.
 Io ascoltavo turbato e mi sentivo stringere il cuore per le loro parole piene di scoraggiamento ma nello stesso tempo colme di tenacia e determinata forza di volontà. Ho capito che avevano preso molto sul serio il loro compito di difensori della natura e mostravano di non gradire affatto l’invasiva presenza degli uomini che avrebbero potuto rovinare un tesoro prezioso e raro come la vita stessa.
- Cosa posso fare per aiutarvi? Io sono piccolo e posso fare ben poco…- dissi alla fine con voce esitante.
- Tu puoi fare molto invece – rispose il folletto saggio- Quando ti sveglierai, scrivi quello che hai visto, descrivi quello che hai provato, esprimi le tue emozioni e il tuo desiderio di vivere in un mondo sempre più bello e più pulito. Le tue parole saranno come semi al vento, saranno trasportati lontano, e forse daranno i loro frutti  quando tutti i bambini del mondo le leggeranno. Forse un giorno gli uomini del futuro potranno fare qualcosa per la nostra mamma.-
All’improvviso, mentre il folletto parlava, il cielo è diventato scuro e si è riempito di nuvole cariche di pioggia  che è caduta giù inondando i fiori, le piante e l’erba. L’acqua del mare si è fatta torbida  e tempestosa coprendo la spiaggia come un mantello scuro e limaccioso. Sul fondo le montagne  hanno iniziato a sgretolarsi con un assordante boato.
Anche gli gnomi tutto d’un tratto hanno cambiato aspetto, trasformandosi in piccoli mostri dal volto scheletrico e sghignazzante.
Mi hanno inseguito gridando frasi incomprensibili  e io non ho potuto far altro che scappare terrorizzato.
E’ stato allora che mi sono svegliato nel mio letto morbido, accogliente e sicuro. Oltre a quello che avevo visto nel sogno, mi sono ricordato subito delle parole del folletto e mi sono alzato di colpo, come spinto da una forza  nuova e insopprimibile.
Ho aperto il mio quaderno poggiato sulla scrivania della mia stanzetta verde e ho cominciato a scrivere. 

 

 

 

AUTORE  BONCORAGLIO FABRIZIO, GUCCIONE ANDREA - CLASSE V A
CLASSIFICATO 1° PREMIO
MOTIVAZIONE
 L’elaborato racconta il sogno di un bambino che ha quale protagonista il mare. Il sogno lo trasporta in un paesaggio incontaminato di estrema bellezza in cui il silenzio e la tranquillità regnano sovrani finché appaiono tre piccoli folletti a giocare tra le onde. Il bambino diventa loro amico, ci gioca insieme e ne ascolta le confidenze e anche i timori. I folletti sono stati messi lì a proteggere il mare dagli uomini che sempre più spesso, con le loro azioni scellerate, lo fanno piangere. Ma da soli non ce la fanno e allora invitano il bambino ad aiutarli in questo arduo compito. Come? Scrivendo e coinvolgendo con le sue parole altri bambini che diventeranno gli uomini del futuro e che potranno battersi perché che la natura sia sempre più amata e rispettata. Il bambino accetta l’invito dei folletti del mare: il suo elaborato ne è la prova. 
 
SEZIONE NARRATIVA
EDIZIONE VIII - 2010/2011
SCUOLA  ISTITUTO COMPRENSIVO "S. MARTA" MODICA (RG)
ORIGINALE  
 
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