3° Classificato Sezione Narrativa PDF Stampa E-mail

    AVVENTURA  NELL'ISOLA DELLA FANTASIA

 
 
 
Gaia e Luca stanno per intraprendere il viaggio da tempo sognato in un’isola lontana, dove sperano di trascorrere un periodo divertente e rilassante.
 
Sono felici, non stanno nella pelle! Il loro sogno sta per realizzarsi. Non sanno, però, che li attende un’avventura a dir poco strepitosa.
 
Il volo aereo sembra già annunciare quello che diventerà, di lì a poco: un incubo; infatti alcuni uccelli, finiti nelle turbine del velivolo, gli fanno perdere quota e precipitare su di un’isola sperduta.
 
L’urto è terribile. Tutt’intorno regna il silenzio: in tutta l’isola sono sparsi, qua e là, pezzi di aereo; si sente un acre odore di fumo. D’ un tratto una testolina sembra sbucare da un intruglio di lamiere e cespugli; poi pian piano le manine cercano di farsi strada tra i cumuli di rottame. Ma cos’è? È una scimmietta! Poverina, era lì per caso! Cerca di mettersi in piedi, scuotendo il suo corpo, come per sentire di essere ancora viva. Si guarda intorno e, sotto un sedile, scorge i due corpi tremuli di Luca e Gaia. La scimmietta si avvicina e li tocca. Questi sobbalzano, cercano di liberarsi e si alzano. Il piccolo animale si rivolge a loro e chiede: - Tutto bene?
 
I bambini, dapprima sono un po’ sconvolti, ma dopo ringraziano Dio di essere vivi e, anche se increduli di aver incontrato una scimmia parlante, decidono di diventare suoi amici.
 
- Ma tu, scimmiotta - chiedono i bambini - eri sull’ aereo?
 
-No, no! Comunque, piacere. Sono George, sono un abitante di quest’isola e per poco non ci rimanevo stecchito. E voi come vi chiamate? E da dove venite?
 
- Siamo Gaia e Luca e siamo italiani… Ma ehi! Cos’è?
 
Ad un pelo dai ragazzi cade una bottiglia che contiene un liquido giallastro. Luca la raccoglie e legge l’etichetta: “Succo di banana direttamente dall’albero bottiglia”.
 
I due fratelli guardano verso l’alto e si accorgono di essere sotto un albero al quale sono appese bottiglie dal contenuto dai colori e gusti diversi e cosa ancora più surreale, le bottiglie sono commestibili.
 
- Bevete, ragazzi - dice la pianta. – Ce n’è di tutti i gusti .
 
Anche in questo caso i due fratelli non credono alle loro orecchie e ai loro occhi: hanno davanti un “albero bottiglia” e per di più parlante.
 
- Ma dove siamo finiti?
 
- Siete capitati sull’Isola della fantasia.
 
- Oh, che bello! Vogliamo esplorarla… Senti, George, ci accompagneresti?
 
- Con molto piacere!
 
I tre si incamminano nella foresta e dopo un po’ si accoda una strana tartaruga che cammina molto velocemente.
 
- Lei è Tartamacher, la tartaruga più veloce del mondo.
 
- Piacere di conoscerti, Tartamacher!
 
Mentre i ragazzi ammirano, incantati, il posto, George spiega che l’isola è abitata da soli animali e piante parlanti e perciò esseri come gli umani, non li aveva mai conosciuti.
 
Poi dice che lì la giornata dura trenta ore, che ci sono due tramonti, che al mattino ci si può svegliare quando si vuole e, cosa ancora più piacevole, la colazione è servita dagli alberi “cappuccino e brioche”. Inoltre, d’inverno, la neve, posandosi, si trasforma in mille colori.
 
- Che ne dite, ragazzi? Volete vedere il secondo tramonto della serata più bella dell’universo? Seguitemi!
 
George li porta in cima ad un’altura. All’orizzonte si possono ammirare colori che vanno dal rosso all’arancio in tutte le loro sfumature.
 
- Ragazzi, si sta facendo tardi. Forza Tartamacher, caricaci a bordo e andiamo!
 
Vvvvrrrrmmmm…
 
- Eccoci arrivati in tempo per la cena.
 
D’un tratto si crea un’atmosfera magica. Una tavola apparecchiata di tutto punto, attorniata da maestosi alberi con rami allungabili, che servono piatti fumanti e molto gustosi.
 
Gaia e Luca sono ancora una volta esterrefatti, non si sono ancora abituati a così tanta organizzazione e bontà.
 
Come automi si siedono e cominciano ad assaporare le pietanze, che assomigliano alle ricette che prepara la loro mamma, ma hanno quel tocco in più. Sono davvero tanto tanto squisite.
 
Dopo la cena, sono stanchi e George li accompagna presso l’ “albero comodoso”. La pianta spalanca i suoi rami, solleva i ragazzi e li adagia molto delicatamente su morbidi giacigli fatti di soffici foglie e li accoglie nel tepore del legno. Su di loro centinaia di stelle li sorvegliano quietamente.
- Gaia!! Luca!! Svegliatevi, ragazzi! Vi siete addormentati mentre leggevate il vostro libro preferito! Su, forza, è l’ora della merenda!- esclama la loro mamma.
 

  

AUTORE  ANTONIETTA NAPOLI CLASSE 1°A
CLASSIFICATO 3° PREMIO
MOTIVAZIONE
 Gaia e Luca precipitano con il loro aereo su un’isola deserta. E’ l’isola della fantasia. Si salvano. Decidono di esplorarla. Parlano con una scimmietta, scoprono alberi da cui pendono bottiglie commestibili di succhi di frutta dai colori diversi che li invitano a bere e poi altri alberi che servono loro piatti prelibati finché sono stanchi. Allora l’ “albero comodoso” spalanca i suoi rami e adagia i bambini su soffici foglie, nel tepore del legno. E’ un sogno. I bambini si svegliano ma resta la visione di una natura prodiga e benigna che espande doni a chi la ama e la rispetta.
Questo  racconto usa la fantasia per stimolare  l’amore per la natura - che nasce attraverso la sua conoscenza – senza il quale non sarà mai possibile una vera tutela dell’ambiente. 
SEZIONE NARRATIVA
EDIZIONE VI - 2009/2010
SCUOLA  S.M.S. "ANNA DE RIENZO" BITONTO (BA)
ORIGINALE  
 
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