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Phil salva Ninfasia
 
Una notte, mentre tutti gli abitanti del bosco di Ninfasia stavano dormendo, il piccolo Phil non riusciva a chiudere occhio. Era troppo spaventato da ciò che era accaduto dall’altro lato del fiume, dove spesso c’erano gli umani. Quest’ultimi non avevano mai superato il piccolo fiume perché avevano paura di addentrarsi nel cuore del bosco quindi Phil non li aveva mai visti direttamente, però aveva imparato a conoscerli, e per questo li temeva, grazie al suo amico scoiattolino Jo che, vivendo al di là del fiume e avendo imparato molto bene la loro indole, li aveva descritti a Phil e gli aveva raccontato come avevano provocato Incendio, facendogli bruciare le forti radici della Grande Quercia che si sarebbe salvata solo se sulle sue ustioni fosse stato gettato del polline di viola. Questo fiore era molto raro a Ninfasia, si trovava solo in una grotta alla fine del bosco e ci voleva un intero giorno di cammino per arrivarci. Il mattino seguente Phil decise di intraprendere questo viaggio per salvare la quercia che oramai era li da quasi due secoli e, all’insaputa dei suoi genitori partì alla volta della grotta con Jo. Mentre camminavano Phil chiese a Jo: - Perché gli umani hanno bruciato la vecchia quercia?
-Non lo so Phil, io c’ero quando è accaduto ma secondo me non c’è stato un motivo preciso.
-Cosa è successo? Come è accaduto?
-Un’ umana ha buttato nell’erba una strisciolina bianca che bruciava ed è andata via. Ma la strisciolina ha iniziato a bruciare le foglie,i fili d’erba, i fiori e i cespugli
 Fino a che non è arrivato Incendio e ha bruciato tutto, fino ad arrivare alla Grande Quercia. Poi però noi tutti animali del bosco ci siamo uniti e con l’acqua del fiume abbiamo spento le fiamme.
-Quindi è colpa di Incendio se ora la Grande Quercia sta per morire?
-Beh in parte si, ma in realtà è colpa dell’umana che lo ha provocato.
-Ma quindi gli incendi che ogni anno bruciano i poveri alberelli come me sono tutti ad opera degli umani?
-Per la maggior parte si. L’umana infatti bruciando con la strisciolina i fili d’erba ha provocato Incendio che ha bruciato tutto.
-Ma come si può rimediare a ciò?
-Purtroppo non c’è rimedio! Tra gli umani e Incendio non c’è un buon rapporto. A ogni loro piccola provocazione Incendio risponde sempre con più cattiveria e le conseguenze sono sempre più gravi. Noi possiamo solo continuare a combatterlo con i pochi mezzi che abbiamo, come ad esempio l’acqua del fiume, sperando che prima o poi plachi la sua indole malvagia.    
-Come possiamo agire?
-Non lo so… credo che qualcuno dovrebbe parlare con Incendio e con gli uomini e convincerli a collaborare a fin di bene. Ma per ora pensiamo a recuperare il polline, si sta facendo buio.
 
Intanto a Ninfasia tutti erano preoccupati e non avevano idea di dove fosse finito Phil. Mamma e papà albero, ipotizzando che fosse andato con Jo dall’altra parte del fiume, decisero di andare a cercarlo lì e si avviarono verso un vecchio ponticello all’inizio del bosco che metteva in collegamento le due sponde.
 
Phil e Jo, arrivati alla grotta in piena notte, aveva raccolto il polline necessario e si erano addormentati. L’indomani all’alba mamma e papà albero continuavano la loro ricerca invano, mentre Phil e Jo si rimisero in viaggio e, tenendo un buon passo erano riusciti ad arrivare ad una scorciatoia che li avrebbe condotti al ponticello per passare dall’altro lato del fiume. Una volta lì Phil vide i suoi genitori che gli corsero incontro felici, perché era sano e salvo, ma arrabbiati perché era scappato senza dir nulla.
-Perché vi siete allontanati? Cosa è successo? Eravamo molto preoccupati!- disse papà albero.
- Abbiamo vagato per il bosco  tutta la notte nella speranza di trovarti- aggiunse la mamma.
-Scusate, non volevo farvi preoccupare, mi dispiace molto.
-Cosa avete fatto tutta la notte? Perché non siete tornati quando ha iniziato a fare buio?
-Siamo andati alla grotta che si trova alla fine del bosco per prendere del polline di viola. E, siccome quando abbiamo finito era buoi pesto, abbiamo deciso di riposare e aspettare l’alba per ripartire.
-Ma come vi è saltato in mente? Siete scomparsi senza dir nulla e senza un valido motivo!
-Scusa papà, noi volevamo solo salvare la Grande Quercia…
-Perché? Cosa è successo alla Grande Quercia?
- Le sue radici sono state bruciate da Incendio che per l’ennesima volta ha reagito alla provocazione degli umani e, siccome per guarire ha bisogno del polline di viola, io e Jo siamo andati a prenderlo alla grotta.
-Avete fatto bene, si deve sempre aiutare chi è in difficoltà! Però la prossima volta dovete avvisarci perché è pericoloso girare di notte da soli per il bosco, vi avremmo accompagnati noi.
-Ok, la prossima volta vi avviseremo. Papà, volete accompagnarci dall’altro lato del fiume? Dobbiamo portare il polline alla quercia.
- Si, andiamo.
E tutti insieme attraversarono il ponticello felici di essersi ritrovati.
Quando arrivarono si accorsero che Incendio stava di nuovo distruggendo tutto.
-Portate il polline alla Grande Quercia, io intanto vado a parlare con Incendio e cerco di farlo ragionare!- disse Phil.
-Ma è pericoloso, potrebbe bruciarti! Vado io a parlare con Incendio- disse papà albero.
-No, voglio parlarci io, non ti preoccupare, ci vediamo dopo!
-Andate insieme, così vi aiuterete a vicenda. Vado io insieme a Jo- disse mamma albero.
-va bene, a dopo!
E così mentre Jo e mamma albero andarono dalla Grande Quercia con il polline, Phil e suo padre cercarono Incendio e, uno volta trovatolo gli dissero:
-Perché fai ciò? Invece di bruciarci tutti, potresti essere nostro amico!
- Che ne sai tu? Va via, altrimenti ti brucio!
-Perché vuoi essere così cattivo? Cosa ti abbiamo fatto che ci odi a tal punto?
- Io non vi odio! La mia indole non è cattiva come tutti voi pensate.
-E allora perché ci bruci, Incendio?
- Io non mi chiamo Incendio, il mio vero nome è Fuoco!
-Allora perché tutti ti chiamano Incendio?
-E’ l’uomo che mi ha dato questo nome e che mi ha fatto diventare cattivo.
- E come?
- Io sono nato buono, sono nato con lo scopo di riscaldare le cose che sono fredde, di cuocere i cibi e unire tutti con il mio calore. L’uomo però mi ha reso cattivo usando la mia fiammella per eliminare, bruciando, tutto quello che non gli piace o non gli fa comodo!
- Ma tu vorresti tornare ad essere buono?
- Io sono ancora buono, ma lo sono solo quando l’uomo non mi usa con cattivi fini. Ora tu mi vedi grande, grosso e minaccioso perché l’uomo ha deciso che io devo eliminare questo bosco, ma io realtà io sono solo una piccola fiammella che vive in una bolla per non bruciare nulla.
- Perché gli uomini vogliono eliminare il nostro bosco?
- Perché vogliono costruire una grande strada per passare con le loro automobili ma non capiscono che se continuano a distruggere foreste sarà un male anche per loro.
- Phil io corro a chiamare gli altri e porto dell’acqua per spegnere questo disastro umano, tu intanto prova a cercare una soluzione con Fuoco per risolvere la situazione.
- Va bene, fai presto papà!
- Domani è domenica e di solito l’uomo non lavora, anzi, porta qui i suoi figli per farli giocare nelle parti del bosco che non ha ancora bruciato. Io non posso parlare con loro, è troppo pericoloso perché potrebbero usarmi incautamente come fanno i loro genitori, però potresti provarci tu – Disse Fuoco
- Ci proverò, stai tranquillo! Risolveremo questo problema e tu potrai tornare ad essere buono e a stare insieme a tutti noi senza farci del male.
Dopo aver spento l’incendio, sanato la Grande Quercia e, dopo i dovuti chiarimenti, tutti andarono a dormire con la speranza che il piano di Phil e Fuoco funzionasse.
Il mattino seguente Phil si svegliò molto presto e riattraversò il ponticello mettendosi in attesa del momento adatto per parlare con i piccoli umani.
Il tempo sembrava non trascorrere mai e Phil aveva sempre più paura di non riuscire nel suo compito. Poi però ad un tratto sentì qualcosa di tondo che lo colpì il tronco e girandosi si accorse che un umano in miniatura gli stava correndo incontro da solo e capì che quello era il momento giusto!
-Ehi piccolo, psss!
- Chi è?
- So io, mi chiamo Phil e sono un alberello.
- Cosa? Non è possibile, gli alberi non parlano!
- Chi ti ha detto questa cosa?
- Il mio papà, dice che solo gli uomini possono parlare e che voi alberi siete solo degli oggetti.
- Non è vero! Io parlo, proprio come te e tutti gli alberi di questo bosco. E sai perché ora sto parlando con te?
- No, perché?
- Perché ho bisogno del tuo aiuto!
- Come posso aiutarti io che sono un bambino?
- Il tuo papà mi vuole bruciare insieme alla mia famiglia e ai miei amici per costruire una strada.
- Evviva, così mi porta in vacanza!
- Ma a te piacerebbe essere bruciato e perdere tutti i tuoi amici, i tuoi genitori e la tua casa?
- No! Sarebbe terribile, perderei tutti i miei giochi!
- Pensa se ci fossi tu al posto mio. Ti sembra giusto?
- Ma tu sei un albero, io sono un uomo.
- E qual è la differenza?
- Io sono più importante di te.
- Ah ah! Lo sai che senza noi alberelli voi non potreste vivere?
- Perché?
- Perché noi vi regaliamo l’ossigeno senza il quale non potreste respirare, e se continuate a bruciarci per costruire delle stupide strade, Incendio si impossesserà dell’ossigeno e voi non ne avrete più.
 - E come faremmo a vivere?
- Se mi aiuti a convincere tuo padre a non bruciarmi, io e i miei amici alberelli continueremo a darvi ossigeno per sopravvivere, prendendoci tutti qui brutti gas che fate con le vostre automobili e Incendio ritornerà ad essere buono e a chiamarsi Fuoco.
- Cosa posso fare per aiutarti, Phil?
- Devi far capire a tuo padre che se ci brucia, finirà per uccidere anche se stesso e le persone a cui vuole bene, come te!
Ad un tratto si sentì una voce - Paul dove sei finito?
- Eccomi, arrivo papà! Ora devo andare, ma proverò a salvare il tuo bosco! Ciao Phil.
- Ciao Paul, grazie!
E mentre Paul tornava a giocare pensando a ciò che aveva appena sentito, Phil si rimetteva in viaggio verso casa speranzoso.
 
La sera, Paul mentre vedeva alla tv un cartone fantastico sulla natura, si ricordò di Phil e del bosco e decise di provare a convincere il padre per salvare il suo nuovo amico albero e, in fin dei conti, anche se stesso.
- Papà, perché il bosco dove di solito giochiamo diventa sempre più piccolo?
- Perché lo stiamo spianando per costruire una grandissima strada.
- E non pensi ai poveri alberelli che ci vivono?
- Sono solo alberi, non importa a nessuno se li bruciamo!
- A me si!
- Cosa dici? Perché dovrebbe interessarti di quegli alberi se puoi pensare ai tuoi giochi?
- Perché tu bruci la loro casa, e io non vorrei che qualcuno bruciasse la nostra.
- Nessuno brucerà la nostra casa, stai tranquillo.
- Ma tu brucerai quella degli alberelli e degli animali del bosco, perché brucerai Ninfasia!
- Gli alberi non hanno una casa, non sono mica uomini, sono solo oggetti.
- Non è vero, loro sono più importanti di noi perché grazie alla loro generosità noi respiriamo l’ossigeno che ci donano, ma se invece li bruciamo Incendio consumerà tutto il nostro ossigeno e noi moriremo.
- Ma a noi serve quel bosco per costruire la strada. Cosa vuoi che faccia se bruciamo qualche albero?
- Ma se man mano bruciamo tutti gli alberi della terra, finiremo per non avere più ossigeno!
Il padre non rispose a quell’ultima osservazione di Paul e se ne andò via pensando che suo figlio aveva ragione e che, nonostante fosse solo un bambino, era stato molto più saggio di lui e di tanti altri uomini adulti che non avevano guardato in faccia alla realtà.
Paul non era sicuro di aver convinto suo padre con quel discorso, ma sperava almeno di avergli fatto capire che non era giusto quello che faceva. Il giorno seguente il  papà andò in ufficio e decise di ascoltare il consiglio di suo figlio. Riunì tutto lo staff e annunciò che non aveva più intenzione di bruciare quel bosco per costruire, poi andò a prendere Paul a scuola e lo portò di nuovo a Ninfasia.
- Papà perché mi hai portato qui? – chiese Paul
- Perché dobbiamo festeggiare
- Cosa?
- La natura, che ci vuole bene e ci aiuta anche se noi non sempre ce ne accorgiamo.
Paul allora capì che il padre gli aveva dato ascolto e felice come non mai corse a cercare Phil. Quando lo trovò gli raccontò l’accaduto e felici di aver trovato una soluzione festeggiarono tutti insieme.
- Grazie per averci salvato! – disse papà alberello al papà-uomo
- Grazie a voi, che ci permettete di vivere con l’ossigeno che ci regalate.
- Se non ci bruciate per noi è facile.
- Prometto che farò tutto il possibile per usare cautamente Fuoco.
- Fuoco non ha indole cattiva, siete stati voi uomini a farlo diventare malvagio e a soprannominarlo Incendio.
- Da oggi tutto sarà diverso, farò capire agli uomini che voi siete indispensabili, e che Fuoco può tornare ad essere buono, se noi lo vogliamo!
E, dopo aver festeggiato fino a sera ognuno tornò sulla propria strada con la convinzione che tutto sarebbe andato per il meglio. 

 

 

 


 

  

AUTORE  Anna Rendina
CLASSIFICATO 1° PREMIO
MOTIVAZIONE  Un alberello di nome Phil e l'amico scoiattolino di nome Jo decidono di salvare la Grande Quercia, le cui radici sono state bruciate da Incendio, cercando insieme del polline di viola, l'unico fiore in grado di ridarle la vita. Phil parla con Incendio e scopre che lui si chiama fuoco, che non è cattivo perchè riscalda le case, cuoce i cibi e fa tante cose belle. Sono gli umani a provocarlo e a trasformarlo in Incendio. Phil chiede allora a un bambino di fermare Incendio. Albero, Scoiattolo, Fuoco e Bambino: in questo racconto parlano tutti la stessa lingua e si intendono perfettamente tra di loro. Gli umani adulti hanno dimenticato quella lingua. I bambini sono i soli in grado di farli rinsavire, trasmettendo loro il grido di una Natura sempre più ferita e sempre più colpita. Il racconto è un buon esempio di creatività che -con piante e animali selvatici protagonisti- favorisce la solidarietà e l'amicizia attraverso il rispetto e l'amore per la Natura.
SEZIONE NARRATIVA
EDIZIONE VII - 2009/2010
SCUOLA  Liceo Classico "Orazio Flacco" Portici (NA)
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