3° Classificato Sezione Narrativa PDF Stampa E-mail

 

IL GIARDINO SEGRETO
Siamo nel 2009; a Gaza si combattono aspre guerre tra israeliani e palestinesi, ma questa è una storia di solidarietà e amore verso la natura.
Alvin era un ragazzo di quattordici anni; era cresciuto solo con la madre Helen perché il padre era un militare caduto in guerra. Il ragazzo avrebbe voluto seguire le orme del padre, ma Helen, per paura, non glielo aveva permesso; era cresciuto tra lo studio linguistico - commerciale e il gioco.
La casa di Alvin aveva un grande giardino, pieno di aiuole e alberi . A lui piaceva particolarmente un abete secolare su cui si arrampicava; si nascondeva tra i fitti rami e stava lì per ore, meditando, navigando nella sua fantasia o semplicemente osservando gli uccelli.
Un'estate però Helen e Alvin si dovettero trasferire in città per motivi di lavoro della madre. La nuova casa non piaceva neanche un po' ad Alvin : era un cupo e spoglio condominio, ma la cosa più terribile era la mancanza di un giardino.
Il tempo non passava mai per il ragazzo che rimpiangeva sempre più il suo abete; una notte si alzò, stanco di quella monotonia: era mezzanotte.
Quello che fece gli venne spontaneo: uscì dalla porta sul retro e quello che vide non era la strada buia. Gli si aprì davanti agli occhi un giardino. Questo era così grande che sembrava essere un labirinto ; era concentrico ed aveva un laghetto dove sguazzava una moltitudine di pesci colorati .
Più Alvin proseguiva verso il centro più notava una luce di colore blu, quasi fosforescente. Più andava avanti più il suo cuore batteva forte e lui allentava il passo... Quando fu finalmente giunto nell'esatto punto il cui voleva giungere, credette di essere in un sogno: davanti a lui vi era un grande salice piangente che emanava luce blu. L'albero era situato in una piazza sterrata da qui si diramavano molte strade tortuose e il ragazzo si avviò per una di esse. Questa era delimitata da siepi di biancospini e vermigli rosa ed era tempestata da margherite di un bianco candido .
Ad Alvin piaceva il susseguirsi degli alberi da frutto, sentiva il cinguettio dei diversi uccelli e guardava gli scoiattoli saltare di ramo in ramo; dopo una lunga camminata il ragazzo vide la strada sbucare in una pineta,ma la sua attenzione cadde su un altro particolare : era già sorto il sole!
La rugiada , come le perle , si posava sull'erba e la impreziosiva ; anche dagli aghi dei pini questa cadeva lievemente addosso ad Alvin , era fredda; al ragazzo piaceva sia questa sensazione sia quel luogo, tanto che decise di costruire una casa tra la chioma dell'albero più alto.
Tornò quindi a casa per prendere gli utensili necessari, ma quando si soffermò a guardare I'orologio si stupì parecchio perchè erano passati solo pochi minuti dalla mezzanotte; fu allora che Alvin capì che poteva passare tutto il tempo che voleva nel giardino.
II ragazzo, fiero di essere l'unico a conoscere l'esistenza di un luogo così meraviglioso, si mise subito al lavoro ed iniziò quindi a scalare l'albero; quando giunse in cima, era abbastanza in alto da poter vedere tutto il giardino. Poteva vedere la piazza con il salice blu e ora poteva sapere esattamente dove portavano le tortuose strade.
Ce n'erano quattro: una portava ad un bosco, una seconda ad una serra, un'altra a un grande orto e l'ultima portava a un capanno.
Proprio mentre lo sguardo tornava al salice, Alvin vide un ragazzo correre; allora lo chiamò a gran voce, ma lui sembrava non accorgersi.
Dopo qualche ora la casetta era stata costruita e attrezzata con fogli e penne, libri da leggere e vari utensili per la cura del giardino.
Il sole ora sorgeva alto nel cielo e anche lo stomaco del ragazzo gli suggeriva che era ora di pranzo, così prese un paio di mele e si avviò al laghetto per lavarle.
Finalmente, arrivato al laghetto, vide seduto sui sassi il ragazzo avvistato prima, si sedette con lui: Alvin scoprì molte cose dalla lunga conversazione che ebbe con il ragazzo appena conosciuto, per esempio che si chiamava Mattia e che il suo nome era italiano perché il padre, originario di Gaza, aveva sposato un'italiana, che lo volle chiamare proprio Mattia; avevano molte cose in comune: per esempio erano coetanei, e amavano le stesse cose... Insieme i due ragazzi si divertivano a nutrire i pesci, raccontare barzellette e storie... giocare a nascondino, ma quando Alvin scoprì che Mattia era palestinese inventò una stupida scusa per andarsene.
Durante il giorno Alvin pensò costantemente a Mattia e ai suoi sentimenti che era sicuro di aver ferito, ma d'altra parte lui sapeva che tra palestinesi e israeliani si combattevano molte guerre e che un'amicizia tra lui e Mattia non poteva nascere; non sapeva proprio cosa fare...Una notte il ragazzo, come ormai era sua abitudine, entrò nel giardino, ma quando vi entrò era cambiato tutto: il tempo era cambiato ; non era più soleggiato come prima, ma vi era l'autunno; non era mai successo ed Alvin era preoccupato .
Dagli alberi si staccavano le foglie , che con i loro colori sembravano ballerine con tutù diversi che danzavano al ritmo di una frenetica danza, sospinte dal forte vento.
Le strade erano coperte di foglie e le acque del laghetto erano molto sporche, quasi verdi e paludose.
Quando Alvin arrivò al salice, Mattia gli corse incontro con aria preoccupata .
In quel momento ad Alvin non importava Ia diversità di Mattia, era il suo amico e aveva bisogno di aiuto.
I due ragazzi parlarono molto e dai loro discorsi emersero gravi problemi : se il vento e il mal tempo avessero distrutto il salice piangente , il giardino sarebbe scomparso.
In effetti quel luogo incantato o quasi immortale ora cominciava ad apparire brullo e morto.
I ragazzi decisero di " allearsi " per costruire una piccola tettoia per il salice e quando questa fu costruita gli amici si presero cura dell'albero con amore e costanza; lo vedevano migliorare e crescere ogni giorno .
Dopo molto tempo il salice guarì e il giardino tornò vitale e vivace.
Quell'esperienza aveva insegnato ai due ragazzi a fidarsi l'uno dell'altro e andare oltre l'apparenza,ad amare Ia natura ,rispettarla e prendersene cura.

  

 

 

 

 

 

 

 

 

AUTORE  DEL GROSSO SARAH, MARZORATI GIULIA, TREZZI CAMILLA
CLASSIFICATO 3° PREMIO
MOTIVAZIONE
 
L’amore per la natura diventa in questo elaborato ricco di allusioni letterarie, ma anche di riferimenti alla storia contemporanea,”il nodo”per superare le divisioni e le guerre.
Racconta le storie di due ragazzi Alvin e Mattia, israeliano e palestinese che s’incontrano in un giardino che non c’è e che riescono a superare la loro diversità prendendosi cura di un salice che rinascendo dà nuova vita a tutto il giardino e rafforza la loro amicizia.
SEZIONE NARRATIVA
EDIZIONE VI - 2008/2009
SCUOLA  I.C. "MORO" - CISLAGO - (VA)
ORIGINALE  
 

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