1° Classificato Sezione Narrativa PDF Stampa E-mail

 

LA FANTASTICA AVVENTURA DI GOCCINELLA
 
Specchi dei laghi, specchi trasparenti
Volete voi ch’io mi presenti?
Alberi, fiori e Terra mia bella
Ma non mi riconoscete?
 
Sono la vostra Coccinella!
 
E tra salti, guizzi e folli precipizi
A voi tutti voglio raccontare
Come nasco e come raggiungo il mare!
E di come da sola non potrei,
senza l’aiuto dei compagni miei,
tuffarmi e morire nel mare
per poi risorgere e tornare ad amare…
INTRODUZIONE
 
Lo spettacolo sta per cominciare: le luci si abbassano, il sipario si aère lentamente… Appare ai nostri occhi una scenografia che solo Madre Natura sa dipingere: gli altipiani carsici, i rami alti e maestosi delle piante secolari, i corsi d’acqua del Lete e del Sava, gli specchi dei laghi del Matese, di Gallo e di Letino, ricchi di folaghe, germani reali, ochette; le ampie faggete ricche di funghi, abitate da volpi, tassi, lepri e scoiattoli.
In questo idillico paesaggio non regnano solo creature visibili ai nostri occhi… qualcosa di piccolo si sta muovendo… sì, è proprio lei! La nostra protagonista: Coccinella, la gocciolina d’acqua che sta nascendo da sua madre, la Sorgente del Lete. Scivola delicatamente sulla roccia, mette lo zainetto sulle spalle e parte per il suo fantastico viaggio.
Qui ha inizio la sua storia: il suo obiettivo è quello di raggiungere il Mar Tirreno. Riuscirà la nostra eroina e completare la sua delicata missione? Lo scoprirete nell’ultima pagina!
Ora rilassatevi e allacciate le cinture! Ha inizio l’avventura di Coccinella, che accompagneremo lungo il cammino, attraverso un percorso ricco di natura, storia ed … energia.
 
DALLE SORGENTI DEL LETE AL VOLTURNO
 
Coccinella nasce da sola… come tutti, ma dopo aver percorso solo pochi metri intravede un gruppetto di sue simili e si avvicina per chiedere delle curiosità.
“Ragazze! Sì, dico a voi, ditemi, dove mi trovo? Ero al buio e all’improvviso… tanta luce mi ha abbagliato. Chiedo troppo?” una grande goccia di nome Nancy le risponde:”non ti preoccupare, non chiedi affatto troppo, non sei la prima gocciolina che passa di qui e chiede informazioni; ti trovi in un fiume chiamato Lete e siamo dirette verso il Mar Tirreno… Vieni, ti mostro il viaggio sulla cartina, ma prima dobbiamo attraversare cinque centrali idroelettriche… La prima sarà quella di Gallo!” La piccola Coccinella domanda stupita e confusa:”Ma che cos’è una cetrale idroelettrica? E noi perché ci andiamo?” Sorridendo Nancy esclama: Beh… il nostro scopo è quello di aiutare la società fornendole la nostra energia”. La gocciolina chiede:”Che cosa ci succederà?” la vecchia goccia risponde:”Non ti preoccupare, sarà com fare un salto e passare in un votice avvertendo un po’ di solletico, solo che dopo ti sentirai stanca perché avrai perso un po’ della tua energia!” E coccinella:”Ma come fai a sapere tutte queste cose?” “questa esperienza l‘ho già vissuta l’anno scorso, vieni con me sarà un’avventura divertente, ti guiderò attraverso un percorso naturalistico, storico ed entusiasmante. Dal Parco regionale del Matese attraverseremo l’alto casertano servendoci del fiume Lete, Sava e Volturno, da qui devieremo fino al fiume Garigliano per raggiungere la nostra meta, il Mar Tirreno. Seguimi, potrai imparare tante cose nuove e belle”. Coccinella felice annuisce e si avvia. Ad un tratto si volta perché sente delle urla: due goccioline stanno litigando per una questione di priorità; entrambe vogliono nuotare accanto a lei. Il bullo della situazione si innervosisce e ordina di smetterla con quel comportamento infantile e risolve lui la questione accompagnando la nuova arrivata. La gocciolina è un po’ imbarazzata, fa finta di niente e continua a nuotare lungo la “retta via”. Intanto i due cominciano a dialogare e a conoscersi meglio. Lui si chiama Tony ed è la terza volta che percorre quel tragitto. Tutti lo definiscono un bullo anche se a lui non piace essere considerato così.
Tony è una goccia molto sicura di sé, molto bello e muscoloso e a Coccinella questo non dispiace affatto. Continuano sereni il loro viaggio, scherzando e ridendo. Alla gocciolina sembra tutto così bello, forse perché è la sua prima esperienza. Dopo una mezz’ora il capogruppo avvisa le gocce novelle che sono quasi arrivate al lago di Letino, e che bisogna fare in fretta a salutarsi perché alcune gocce proseguono per il, fiume e altre per la centrale; ognuna ha il suo scopo. Qualcuna già comincia a singhiozzare, non è facile lasciare un’amica che fino a ora ti ha dato la mano e si è fatta strada insieme con te, ma ciascuna ha un diverso destino. E poi comunque si sarebbero sicuramente riviste in cielo… tra le nuvole o di nuovo nello stesso punto dove le loro vite si sono ora separate. Coccinella e un altro gruppo vengono mandate in una piccola tubazione e questo la turba profondamente. Per chiarirsi un po’ le idee si rivolge a Tony:”Ma dimmi cosa c’è là fuori? Queste pareti non mi permettono di guardare oltre, e io sono molto curiosa”. Tony con una risata ironica le risponde che non le deve importare del mondo esterno, lei è semplicemente un frammento d’acqua che deve svolgere il compito assegnatole dalla Natura, nient’altro! Coccinella rimase fredda e con il fiato sospesa, fa finta di non aver capito e continua indifferente. Si sente però oppressa, a disagio, fortunatamente arrivano subito alla centrale idroelettrica di Gallo, dove vengono scaraventate in un vortice che sembra una giostra. Coccinella si diverte e prova solo sensazioni piacevoli, ma dopo si rende conto di avere le vertigini e di aver perso un po’ di entusiasmo. Finalmente tutte nel lago di Gallo, a rilassarsi un po’ e a nuotare per imboccare la tubazione che deve portarle allo scivolo più lungo del percorso; tutte ridono a “crepacqua” e si mettono a trenino per scivolare in sintonia. Il riposo è breve, questo secondo scivolo sembra non dover finire mai, ma questo non importa nessuno, è troppo bello giocare. Dopo pochi minuti arrivano alla seconda giostra, ovvero alla centrale idroelettrica di Capriati. Qui provano delle emozioni molto forti per via del salto molto alto, che bello! Scaricano felici altra energia e all’uscita saltano nel lago di Capriati dove c’è un acceso scambio di opinioni, Coccinella è decisa:”Sai, ho riflettuto molto sulle tue crude parole e sono arrivata a una conclusione; io non devo per forza appartenere a queste acque, ne hanno tamte di gocce e io non sono essenziale. Voglio evadere, i miei occhi sono diventati sensibili all’acqua, hanno bisogno di respirare e di rifarsi con nuovi sfondi, con nuovi colori. L’azzurro mi sta nauseando e sinceramente provo lo stesso anche per te”. Il “macho” ovviamente rimane sbalordito e con un’espressione di umiliazione mista a vergogna le volta le spalle, mentre le altre gocce sghignazzando gli fanno spazio per passare. Coccinella finalmente si sente soddisfatta, brava! Veramente un bel discorso. Si allontana e scivola direttamente nel Volturno assieme agli altri; non fa in tempo a guardarsi intorno per trovare una via di fuga, che viene inghiottita da quella che sembra un enorme bocca. Peccato! È terribile dover compiere il proprio dovere senza aver prima vissuto in luoghi esterni, asciutti e vissuti da altre creature. Chissà quante ose avrebbe potuto conoscere e raccontare.
 
DAL VOLTURNO A MONTLUNGO E MONTEMAGGIORE
 
Aveva perso ogni speranza quando… Aspetta! Aspetta! I suoi pensieri si interrompono e il suo sguardo rimane fermo e attento su una leggera fessura nella parete destra del grande tunnel, una luce riesce appena ad entrare, eccolo, questo è un segno del destino. È da lì che deve fuggire e scoprire un nuovo mondo. I suoi occhi si illuminano di gioia e senza perdere un attimo sa cosa sta lasciando ma non sa cosa troverà. Ha un po’ di paura ma subito le passa quando cade su di un soffice prato fiorito. Sente un intenso profumo: è quello l’attimo più bello della sua vita, per la prima volta si sente libera: ride, salta, corre e danza tra i petali bianchi dei narcisi e delle margherite e tra quelli colorati delle primule e delle violette del pensiero. E’ una bellissima giornata, il sole picchia forte. A Coccinella sembra tutto talmente strano. È la prima volta che il calore del sole le dà un certo fastidio, normale per un semplice frammento d’acqua. Per evitare di asciugarsi si ripara sotto il cappello di un fungo che alloggia vicino al tronco di una grande quercia; queste due creature stanno parlottando tra loro e la piccola goccia interrompe il loro dialogo presentandosi:Buongiorno grande albero e piccoli funghi, io sono una goccia d’acqua che stufa della sua vita monotona è scappata via per osservare il mondo da angolazioni diverse, mi chiamo Coccinella e la mia fuga è avvenuta proprio da lì sopra, da quel grande tubo di cemento. La grande quercia e i funghi rimangono sbalorditi da tale coraggio, anche se essa non è certo la prima goccia che ha cambiato la strada del suo destino imboccando altre vie. Tra loro piomba il silenzio, che nuovamente interrompe Coccinella:”Tu, grande albero, con i tuoi grandi occhi chissà quante cose avrai visto, innamorati, rifugiati, cacciatori, insomma avrai conosciuto non poco il mondo, perché non me ne parli? Io che ho tanta voglia di sapere!” La quercia sorride amichevole, le tende il suo grande ramo e la fa salire su di una sua grande foglia per guardarla da vicino, dritta negli occhi. L’albero si presenta: Piccola goccia, io mi chiamo Rita e sono una quercia secolare, hai notato la mia corteccia rugosa… la cecità sta diventando padrona dei miei occhi, del mio sguardo, peccato che essa non sia venuta prima a trovarmi, perché i miei occhi hanno visto troppe cose che non auguro a nessuno di vedere, molte cose belle che sono state sopraffate da mille atrocità”. Coccinella la guarda stupefatta, dubbiosa; è ovvio una piccola goccia che ne può sapere di quanto male possa fare l’uomo! “Rita, posso darle del tu?” la quercia risponde:”Certo dimmi pure” e Coccinella:”Cosa hai visto per dire tali parole? Già so che non è niente di entusiasmante, anzi il contrario perché nella tua voce si sente la sofferenza, la voglia di  dimenticare, anche se non ci riesci. Ti va di raccontare o chiedo troppo?” Rita sorride a malapena, in tantissimi anni non ha mai avuto voglia riparlare a nessuno di ciò, ma ora è arrivato il momento di mettere in guardia la sua nuova amica. La quercia riprende il suo discorso dicendo:”Sapessi quante battaglie ho visto, quante bombe esplodere, quanti uomini cadere e quanti di loro si sono riparati dietro la mia corteccia per paura di essere colpiti… piccolo frammento d’acqua sei proprio sicura, ti senti pronta ad affrontare questo –viaggio nel tempo-?”. Goccinella
Prova un po’ di timore che subito svanisce quando la sua curiosità prende il sopravvento e risponde decisa di sì. Rita inizia a raccontare che quella zona è stata teatro di furiose battaglie durante la seconda guerra mondiale. È proprio in quel punto che passava la famosa “linea difensiva Gustav”, costruita dai tedeschi per impedire l’avanzata degli alleati. Qui il generale della V armata, Clark, aveva sferrato un attacco per sfondare la linea di resistenza di Monte Lungo e di San Pietro. All’alba dell’8 dicembre 1943 le truppe italiane, che per la prima volta combattono a fianco degli alleati, iniziano l’avanzata ma la nebbia e l’oscurità creano grandi difficoltà per i nostri: ne approfittano i tedeschi per organizzare la difesa, coprendo le vie d’approccio con un nutrito fuoco di mitragliatrici. Ed è una battaglia cruda e violenta. A questo punto del racconto Rita comincia a sudare e ad abbassare i suoi secolari rami; Goccinella capisce la sua difficoltà a ricordare tanta crudeltà e in silenzio si allontana per stare un po’ da sola, per riflettere sul vero senso della vita, che forse un vero senso non ce l’ha. Coccinella, ormai rattristata e sfiduciata, intraprende un sentiero dove incontra elle lumachine alle quali chiede dove si trova il Sacrario di Monte Lungo. Le dicono di proseguire dritto e dopo un po’ si trova di fronte a delle grandi mura, che non sa come scavalcare, quando scorge un piccolo foro ed entra. Il suo cuore prova smarrimento e il suo sguardo si raggela alla vista di tantissime croci in pietra bianca: tutte in riga, in quell’attimo non pensa a niente, il vuoto regna dentro di lei. Ricorda le parole di Rita che prendono vita in quello che i suoi occhi increduli stanno vedendo, su quelle croci le sembra di vedere correre ancora il caldo sangue di ragazzi colpiti, ragazzi, uccisi da una vecchia “Signora” chiamata guerra. A quella visione si sente morire dentro e il suo unico gesto è quello di scappare. Nella fuga si imbatte in un’altra goccia che sta passeggiando con la testa tra le nuvole, si scontrano e cadono e per un po’ nessuna delle due si muove. La goccia è un maschietto e subito aiuta Coccinella a rialzarsi. Si presenta come Ilario e specifica che è una goccia sfigata. A questa battuta Coccinella, dopo tanta tristezza, sorride. Per riprendersi dalla caduta si siedono sulla riva di un piccolo lago e si raccontano le loro esperienze. Si accorgono di avere lo stesso scopo nella vita; dare energia all’uomo. Hanno molto in comune solo che Ilario è scappato perché si sentiva emarginato, lo zimbello di tutti. Goccinella lo consola un po’ e parlando si rendono conto che sulla Terra ogni creatura ha un suo ruolo preciso: il loro è quello di dare energia al mondo. Si rialzano e vanno da Rita per chiederle un consiglio. Da sole non ce l’avrebbero mai fatta e rientrare nel tubo. La quercia dopo averle ascoltate, decide di aiutarle e chiama una sua vecchia compagna: un’aquila magnifica e di buon cuore e le chiede di riaccompagnarle; il volatile prende sulle sue grandi ali le due gocce e si avvia verso il cielo limpido. L’aquila le posa in un grande pozzo di cemento appena sopra la centrale di Mignano e pian paino si lasciano scivolare giù per la giostra.si divertono ancora, finchè finiscono in un’altra e breve tubazione, dove si lasciano trasportare da gocce più grandi per poi raggiungere attraverso un dolce canale, la centrale di Monte Maggiore e qui essere coinvolte nello stesso turbinio…
 
DA MONTEMAGGIORE AL MAR TIRRENO
 
 
All’uscita della centrale di monte Maggiore il viaggio diventa decisamente più sereno, anche se sono ormai stanche, hanno dato quasi tutto di sé, hanno bisogno di riposo, magari di un letto: il letto del fiume Garigliano, cullate da un luccio argentato, dolcemente si lasciano andare. Un piccolo sussulto ancora un piccolo salto con tutte le amiche del fiume nella centrale di Suio, tra tanto verde e soffioni di acqua sulfurea, poi Goccinella si addormenta. La meta è vicina, dopo qualche ora si risveglia, insieme a tutte le amiche al canto delle Sirene…
E immerse in quegli interinati spazi, in quella profondissima quiete, sentono quant’è bello naufragare nel Tirreno mare.



 

 

 

AUTORE NOEMI PERRONE, MARTA DE BIASIO, MICHELA PERRONE
CLASSIFICATO 1° PREMIO
MOTIVAZIONE  
 
SEZIONE NARRATIVA
EDIZIONE V - 2004/2005
SCUOLA I.S.I.S.S. "MARCONI" -VAIRANO P. SCALO (CE)
ORIGINALE  
 

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